J. Gresham Machen (1881–1937)

John Gresham MachenNegli ultimi due discorsi di questa serie, vi ho parlato della questione di come Dio possa essere conosciuto. Egli può essere conosciuto, vi dissi, solo per come Egli si è compiaciuto di rivelarsi. Ma Egli si è compiaciuto di rivelarsi in due modi. In primo luogo, Egli si è compiaciuto di rivelarsi attraverso la natura – con le meraviglie del mondo e la Sua voce interiore, la voce della coscienza – e, in secondo luogo, Egli si è compiaciuto di rivelarsi in un modo completamente differente che chiamiamo “soprannaturale” perché è “sopra la natura.” Stavamo parlando di quella rivelazione soprannaturale nel nostro ultimo discorso. In quella rivelazione soprannaturale Dio ha parlato agli uomini non attraverso le meraviglie del mondo da Lui realizzate, e non per mezzo della Sua voce piantata nel nostro cuore, la voce della coscienza, ma direttamente e specialmente, in un modo analogo in cui una persona qui sulla terra dà un’informazione ad un altro.

Alla fine di quel breve discorso dissi che tutta quella rivelazione “soprannaturale” o speciale che noi conosciamo è contenuta nelle pagine di un singolo libro, la Bibbia. Avevo ragione a parlare così?

Ecco, penso che io avessi proprio ragione. La rivelazione soprannaturale, insieme ai miracoli, è cessata quando morì l’ultimo degli Apostoli di Gesù. Se volete più informazioni sul perché i miracoli cessarono, e con essi la rivelazione soprannaturale, penso che vi troverete a rivolgervi, per esempio, al pregevole libro di B. B. Warfield intitolato Miracoli Contraffatti [1].

Ma perché non dovremmo ritrovare informazioni, aggiuntive a quelle riportate nella Bibbia, riguardo ad una rivelazione soprannaturale fornita in epoca biblica? Bene, è perfettamente immaginabile che possiamo farlo. È perfettamente immaginabile che, per esempio, salti fuori in Egitto un frammento di papiro che fornisca informazioni vere su parole di Gesù non contenute nei quattro Vangeli. Ma i frammenti di papiro che sono davvero saltati fuori finora difficilmente sembrano fornire tali informazioni. È, per esempio, del tutto improbabile che Gesù abbia davvero pronunciato le parole riportate in un simile frammento: “Sollevate la pietra, e là voi mi troverete; tagliate il legno, e là sono io.” [2] Nel complesso, parlando in generale, possiamo certamente dire che tutta la rivelazione soprannaturale di cui possiamo essere sicuri, anche se senza dubbio in epoca biblica fu fornita anche altra rivelazione soprannaturale, è registrata nelle pagine di un solo libro, la Bibbia.

Ma allora una domanda si impone alla nostra attenzione: “Che dire di quel resoconto?” Abbiamo detto che il resoconto della rivelazione soprannaturale al di fuori della Bibbia è, al massimo, incerto. Ma il resoconto della Bibbia è forse migliore? Possiamo davvero dipendere da esso?

Proverò a rispondere oggi a questa domanda. Voglio provare a dirvi quale penso che sia la giusta opinione della Bibbia.

Nel fare questo, sono perfettamente consapevole del fatto secondo l’opinione di molte persone partirò col piede sbagliato. Esprimerò vedute che mi pongono in disaccordo con la tendenza d’opinione sia fuori che dentro la Chiesa. Non sarei più saggio se prendessi questa cosa più gradualmente, se adottassi una linea d’approccio più apologetica, se decidessi, almeno nella prima parte di questa mia serie, di nascondere in qualche modo la completa impopolarità delle mie opinioni?

In risposta, voglio solo dire che non penso che se adottassi quel metodo vi tratterei onestamente. Siamo qui, seduti in silenzio. Non possiamo almeno essere amici? Non possiamo almeno provare a capirci l’un l’altro, sia che ci troviamo d’accordo o no? Non penso che farei la mia parte nella mutua comprensione se vi nascondessi la vera base di ciò che sto per dire.

Per cui vi dirò subito, quanto più brevemente e chiaramente possibile, cosa penso dell’ispirazione della Bibbia.

Nel farlo, temo che dovrò abbandonare ogni ambizione di essere brillante o disinvolto o eloquente. Una semplice, sintetica presentazione di un vasto soggetto non si presta all’esercizio di queste qualità. Così devo resistere alla tentazione di esibire la mia eloquenza. Che sfortuna! Ma non penso di poter stimare molto questa mia rinuncia. Sono molto aiutato in questa battaglia contro la tentazione di esibire la mia eloquenza dal fatto che non ho alcuna eloquenza da esibire.

Ad ogni modo, sia per necessità che per scelta, subordino tutte le altre ambizioni in questi piccoli discorsi alla sola ambizione di essere chiaro. Voglio provare ad aiutarvi a capire bene certe cose. Possono sembrare semplici e anche elementari, e tuttavia c’è oggi la più strana confusione su di esse. Potrete essere in disaccordo con me su queste cose, ma almeno spero che se siete abbastanza aperti di vedute da ascoltarmi potrete avere una concezione più corretta su quanto pensano davvero alcune persone molto avversate – noi che crediamo nell’ispirazione della Bibbia. Dopo tutto, ci sono molte persone nel mondo che credono, come me, che la Bibbia sia la Parola di Dio; e voi non potete essere davvero aperti di vedute, non potete avere un’opinione intelligente dello stato dell’umanità nel suo complesso, se ascoltate solo a ciò che viene detto su queste persone dai loro avversari e non vi curate mai di ascoltare ciò che essi stessi hanno da dire di sè.

Ovviamente, non posso nascondervi il fatto che io ho anche un altro è più alto fine in questi piccoli discorsi. Non voglio solo sgombrare la vostra mente dalle false concezioni riguardo a ciò che noi crediamo, ma voglio convincere alcuni di voi a credere da sè le stesse cose. Non voglio solo mostrarvi quali sono le idee delle persone che credono che ci sia un Dio e che Egli abbia parlato agli uomini, ma anche provare a portare alcuni di voi ad ascoltare da sè la voce di Dio. So di non poterlo fare con semplici persuasioni o miei argomenti. Posso farlo solo se ho la benedizione di Dio. Ma anche se potessi essere solo lo strumento, in questi brevi discorsi, per rimuovere le nebbie e rendervi capaci di vedere Dio, e sopra tutto se posso portarvi un messaggio dalla Parola di Dio su come voi potete giungere alla presenza di Dio e diventare Suoi figli – se posso farlo anche per uno solo di voi – allora questi discorsi saranno stati ben proficui.

Cosa, dunque, dovremo pensare della Bibbia? Vi dirò molto semplicemente cosa penso che dovremmo pensare. Vi dirò molto semplicemente cosa penso a riguardo. Io credo che gli scrittori biblici, dopo essere stati preparati per i loro compiti dall’ordinazione provvidenziale delle loro intere vite, ricevettero, oltre a tutto questo, un’assistenza benedetta e meravigliosa e soprannaturale ed un impulso dallo Spirito di Dio, così che furono preservati dagli errori che compaiono in altri libri e quindi il libro che ne risultò, la Bibbia, è in tutte le sue parti veramente la Parola di Dio, completamente vero in quanto dice riguardo ai fatti e completamente autorevole nei suoi comandamenti.

Questa è la dottrina della completa o “plenaria” ispirazione della Sacra Scrittura. Non è una dottrina popolare. Non si accorda alla sapienza di questo mondo. Un uomo non può sostenerla seriamente (e agire veramente in accordo con essa) e allo stesso tempo godere del favore del mondo o del favore delle autorità ecclesiastiche in molte delle chiese attuali. Eppure è allo stesso tempo una dottrina santa, e se un uomo fonda la sua vita su di essa può essere molto felice e non scoraggiato in tutte le afflizioni e battaglie che possono capitargli in questo mondo.

Ora voglio parlarvi un po’ della santa dottrina dell’ispirazione della Bibbia. Vale certamente la pena parlarne, perché non appartiene alla sovrastruttura, ma alle fondamenta. Se un uomo ci crede veramente, tutto il resto viene cambiato.

Ma può un uomo credervi? È una cosa ragionevole credere nell’ispirazione plenaria della Bibbia? E se è una cosa ragionevole, come possiamo dimostrare che è una cosa ragionevole? Non posso tentare di rispondere  pienamente all’ultima domanda nella restante parte di questo discorso. Ma credo che alcune obiezioni alla dottrina dell’ispirazione plenaria della Bibbia scompaiano nel minuto in cui un uomo osserva chiaramente in cosa consiste tale dottrina, e in particolare nel minuto in cui osserva cosa tale dottrina non è. Prevalgono le più strane idee sbagliate, anche fra persone che sono istruite in altri campi, su cosa pensiamo veramente noi che crediamo nell’ispirazione plenaria della Bibbia. Forse posso rendere un servizio se ora elimino una o due di quelle idee.

In primo luogo, quindi, diciamo che noi che crediamo nell’ispirazione plenaria della Bibbia non sosteniamo che la Versione Autorizzata (traduzione inglese della Bibbia, N.d.T.) o qualunque altra forma della Bibbia Inglese sia ispirata. Vi chiedo perdono per aver detto una cosa così ovvia, ma, sapete, amici, è necessario dirlo. Non c’è quasi limite all’ignoranza che ci viene attribuita oggi dalle persone che non si sono mai curate di scoprire quale sia veramente il nostro pensiero. Diciamo molto chiaramente che non pensiamo che la Versione Autorizzata o qualunque altra forma di Bibbia Inglese sia ispirata. Siamo ben consapevoli che la Bibbia fu scritta in Ebraico e Greco. La Versione Autorizzata è una traduzione dall’Ebreo e dal Greco. Si tratta di una traduzione eccezionalmente buona, ma non è una traduzione perfetta. Ci sono errori in essa. I traduttori non furono preservati in modo soprannaturale dal commettere errori. Non è ispirata.

In secondo luogo, noi non sosteniamo che le centinaia, persino migliaia, di manoscritti Greci ed Ebrei della Bibbia siano privi di errori. Prima dell’invenzione della stampa la Bibbia fu consegnata di generazione in generazione per mezzo di copie fatte a mano. Queste copie furono scritte laboriosamente dagli scribi. Prima che una copia fosse consumata o perduta un’altra copia ne avrebbe preso il posto, e così la Bibbia fu consegnata. Furono realizzati centinaia di migliaia, forse – nessuno sa quanti – di tali copie o “manoscritti.” Esistono oggi diverse migliaia di essi, alcuni dei quali ovviamente contengono solo parti della Bibbia o solo parti di uno dei Testamenti. Questi sono i rimanenti del vasto numero che si è perso. Ora, noi che crediamo nell’ispirazione plenaria della Bibbia non crediamo che lo scriba che realizzò uno di questi manoscritti che abbiamo fosse ispirato. Ognuno dei manoscritti contiene errori; nessuno di essi è perfetto. Quello che crediamo è che gli scrittori dei libri Biblici, distinti dagli scribi che successivamente copiarono i libri, erano ispirati. Solo i libri autografi della Bibbia, in altre parole, – i libri che vennero fuori dalla penna degli scrittori sacri, e non le copie che possediamo oggi di quelli autografi – furono prodotti con l’impulso e l’assistenza soprannaturale dello Spirito Santo che chiamiamo ispirazione.

A questo punto sorge un’obiezione nella testa di molte persone. Propendo a credere che si tratti di un’obiezione diffusa, e penso che affligga molte persone sagge ed intelligenti. “A cosa serve l’ispirazione della Bibbia,” dice la gente, “se nessuna forma della Bibbia che abbiamo ora è ispirata? Perché  Dio avrebbe dovuto operara un miracolo stupendo per preservare gli scrittori dei libri Biblici dagli errori e rendere i loro libri autografi completamente veri se Egli poi intendeva lasciare i libri così prodotti al puro caso della trasmissione di generazione in generazione per mezzo di copisti umani e spesso incuranti?”

Questa è l’obiezione. Ho una profonda simpatia per le persone che la sollevano  o che ne sono afflitti. È un’obiezione così umana. Tutti noi siamo inclini a dire: “Se Dio fece questo, perché non fece anche quest’altro?” Noi tutti siamo pronti a pretendere da Dio un po’ di più di ciò che Lui ci ha già dato. Noi tutti siamo così riluttanti a dire a noi stessi che forse le vie di Dio sono le migliori, e che nel non darci tutto, Egli ci ha dato esattamente ciò che era bene che noi avessimo.

Ma, per quanto questo ragionamento sia umano, è molto sbagliato. Quello che dovremmo fare in realtà è di ricevere con gratitudine quanto Dio si è compiaciuto di darci e non dire che perché Lui non si è compiaciuto di darci qualcos’altro, come conseguenza ciò che Lui si è compiaciuto di darci sia inutile.

Certamente in questo caso di cui ci stiamo occupando adesso quanto Lui si è compiaciuto di darci è davvero molto, ed è molto di più di quanto alcune persone sembrano pensare. Egli ci ha dato l’ispirazione soprannaturale dei libri Biblici. Questo è molto. Ma, secondo la nostra concezione della Bibbia, non è tutto quello che ci Lui ci ha dato. Ci ha anche dato, secondo la nostra concezione, una trasmissione meravigliosament accurata, anche se non accurata in modo soprannaturale, di generazione in generazione, di quanto scrissero quegli scrittori ispirati.

L’obiettore mi dice, “Che strano, secondo la vostra concezione, quella di voi che credete nell’ispirazione plenaria della Bibbia, che Dio abbia lasciato la trasmissione di libri ispirati in modo soprannaturale al caso della trasmissione di copisti umani e fallibili!” Cosa dico in risposta? Aspetta, fratello; che cosa hai detto? Hai detto che secondo la nostra concezione Dio ha lasciato la trasmissione della Bibbia al caso? Se hai detto questo allora hai detto una cosa molto sbagliata. Quella non è affatto la nostra concezione. No, certamente Dio, secondo la nostra concezione, non lasciò la trasmissione della Bibbia al caso. Non lasciò nulla al caso; ma è particolarmente chiaro che Egli non lasciò quello al caso. Fu per un caso che nei primi tempi il testo dei libri del Nuovo Testamento fu copiato così diligentemente da un pezzo di papiro all’altro che la conoscenza di ciò che gli scrittori sacri avevano scritto non andò perduto durante il periodo in cui quel materiale così deperibile veniva usato? Fu un caso che all’incirca all’inizio del quarto secolo venne in uso un materiale scrivibile così meravigliosamente duraturo come il vello, o pergamena, così che due grandi manoscritti della Bibbia realizzati in quel secolo sono per la maggior parte così chiari e leggibili che sembrano fatti ieri? Fu un caso che uno di questi manoscritti, il grande Codex Sinaiticus, fu preservato in modo così strano nel monastero di s. Caterina sul monte Sinai fino a quando fu ritrovato da Tischendorf nel 1859? Fu un caso che sia stata realizzata una perfetta riproduzione fotografica di quel manoscritto, così che anche se il manoscritto stesso ben vale il mezzo milione di dollari che il British Museum pare abbia pagato al governo sovietico per esso, potete ottenere informazioni da esso esattamente come se aveste il manoscritto stesso in mano, in qualunque momento andiate alla biblioteca del Westminster Seminary, per esempio, e guardare alla riproduzione fotografica? È un caso che le prove per il testo originale della Bibbia siano così più abbondanti di altri libri antichi, nel caso dei quali, tuttavia, nessuno dubita che quanto abbiamo sia una buona approssimazione di ciò che gli autori scrissero? Fu per un caso che la versione King James, o Versione Autorizzata, della Bibbia Inglese fu realizzata nel periodo più glorioso della lingua Inglese e da uomini così meravigliosamente qualificati per il loro compito?

No, amici, queste cose non avvennero per caso. Dio fece queste cose. Egli non le fece attraverso un miracolo. Ma fu Dio a farle tanto quanto lo sarebbe stato se le avesse fatte con un miracolo. Egli le fece facendo uso del mondo che Lui creò e ordinando le vite delle Sue creature. In modo molto meraviglioso e per grazia, secondo la nostra concezione della Bibbia, Dio ha provveduto alla preservazione, di generazione in generazione, della Sua santa Parola.

Qual’è il risultato per voi, amici? Il risultato è che potete prendere la Versione Autorizzata dalla mensola, la versione onorata, per molti di voi, da molte preziose associazioni, ed essere certi che vi darà buone informazioni su quello che si trovava negli autografi della Parola di Dio. Lo studio dei manoscritti della Bibbia è una cosa meravigliosamente rassicurante. Il testo Greco del Nuovo Testamento, per esempio, dal quale è presa la Versione Autorizzata, non è basata sui manoscritti migliori ma su manoscritti inferiori. Eppure com’è infinitesima la differenza tra quei manoscritti inferiori e i migliori – quanto infinitesima in confronto a quanto hanno in comune! Non intendo dire che non dovremmo essere prudenti nel nostro uso della Bibbia; non intendo che non dovremmo provare con ogni mezzo a determinare quali fossero le parole esatte degli autografi. Io penso che l’approfondito studio Cristiano sia una cosa importante. Eppure Dio ha provveduto meravigliosamente all’uomo semplice che non è uno studioso. Voi non dovete dipendere per la certezza della vostra salvezza e l’ordinazione delle vostre vite Cristiane da passaggi in cui le parole o il significato originali sono dubbi. Dio ha provveduto davvero meravigliosamente alla trasmissione del testo e alla traduzione in Inglese. La Bibbia è perfettamente chiara nelle cose che sono necessarie alle vostre anime. Dio renderà altre cose in essa più chiare con il passare degli anni. Leggetela, amici. È il libro di Dio, non il libro dell’uomo. È un messaggio dal Re. Leggetela, studiatela, credeteci, vivetela. Altri libri vi inganneranno, ma non questo libro. Questo libro è la parola di Dio.

Molte cose vengono lasciate non dette questo pomeriggio. Molte cose sono lasciate in sospeso. Non amo lasciare le cose in sospeso quando parlo della Bibbia. Questo tema è così decisivo che quando ne parlo desidero sempre di poter dire tutto insieme. Temo di condurre qualcuno fuori strada raccontando solo una parte della verità. Così spero che mi ascolterete nel prossimo di questi discorsi. Voglio dire certe cose che semplicemente devono essere dette. Voglio dire qualcosa di più su cosa significa l’ispirazione della Bibbia. Significa un trattamento meccanico degli scrittori Biblici come così tante persone sostengono? In che senso è, e in che senso non è, ispirazione “verbale”? Voglio parlarvi di questa questione. Voglio anche parlarvi della questione se sia sufficiente dire che la Bibbia contiene un resoconto di una rivelazione soprannaturale o se dovremmo piuttosto dire che essa stessa nel suo insieme è una rivelazione soprannaturale da Dio.


Tratto da J. C. Machen, The Christian Faith in the Modern World (New York: The Macmillan Company, 1936).

John Gresham Machen (1881-1937), fu uno studioso ed apologeta Presbiteriano Americano. Nato a Baltimora, ricevette la sua istruzione al John Hopkins, Università e Seminario Teologico di Princeton, Marburg e Gottingen. Fu ordinato nel 1914. Insegnò NT al Seminario di Princeton dal 1906 al 1929. Difensore della posizione Riformata classica, fu influenzato dal suo insegnante B. B. Warfield. Quando Warfield morì nel 1921, la guida della “Teologia di Princeton” cadde su Machen. Diede le dimissioni nel 1929 a causa del riallineamento Liberale del seminario. Machen fu il fondatore principale del Seminario Teologico Westminster (1929) e di quella che adesso è la Orthodox Presbyterian Church (1936). Servì come presidente e professore di NT al Seminario Teologico di Westminster a Philadelphia, PA dal 1929 al 1937.

Nel 1935 fu processato e giudicato colpevole di insubordinazione da un presbiterio convenuto a Trenton, New Jersey, con accuse portate dall’assemblea generale della Presbyterian Church in the USA. Fu condannato per attività collegate ad un missione indipendente. Gli fu vietato di difendersi e fu sospeso dal ministero PCUSA. Machen è considerato da amici e nemici uno dei principali apologeti dell’era modernista-fondamentalista. Fra le sue pubblicazioni più significative ci sono The Origin of Paul’s Religion (1927); Christianity and Liberalism (1923); New Testament for Beginners (1923); The Virgin Birth of Christ (1930) e What is Faith? (1925).

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