christopherloveportraitChristopher Love (1618-1651)

Dottrina

Un uomo deve essere condotto in uno stato d’amicizia o riconciliazione con Dio prima che una qualunque sua preghiera possa essere accettata.

Dimostrerò questa dottrina mediante tre ragioni e quindi l’applicherò.

1. Dio non accetta la persona grazie alla preghiera, ma la preghiera grazie alla persona. Leggiamo in Genesi 4:4: “Il Signore riguardò ad Abele ed alla sua offerta.” Prima veniva Abele e poi il suo sacrificio. Dio accettò il suo servizio perché la sua persona era in uno stato di favore con Lui. Dio è compiaciuto di chi compie l’opera prima che possa accettare l’opera. Questo è esposto anche in Ebrei 11:5: “Per fede Enoc fu trasportato, per non veder la morte, e non fu trovato; perciocchè Iddio l’avea trasportato; poichè, avanti ch’egli fosse trasportato, fu di lui testimoniato ch’egli era piaciuto a Dio.” Ora, senza la fede in Cristo che giustifica la tua persona, tu non puoi piacere a Dio. Qui si trova la grande differenza tra i papisti e noi. I papisti dicono che le opere giustificano la persona; noi diciamo che la persona giustifica le opere, perché se l’albero è buono i suoi frutti devono essere buoni.

2. Finché non siamo condotti in quello stato di riconciliazione, noi non abbiamo alcuna parte nell’intercessione, nella soddisfazione e nella rettitudine di Gesù Cristo. E finché non vi abbiamo una parte, le nostre preghiere non possono essere accettate. Giacobbe non poté ricevere la benedizione dal padre se non negli abiti di suo fratello maggiore; così noi non possiamo ricevere nulla dalle mani di Dio se non negli abiti di Cristo. Nessuna preghiera può essere accettata da Dio se non in e mediante l’intercessione di Gesù Cristo. Se Cristo non è un intercessore in cielo, nessuna preghiera sarà mai ascoltata sulla terra. In Apocalisse 8:3, è scritto che un angelo “venne, e si fermò appresso l’altare, avendo un turibolo d’oro; e gli furono dati molti profumi, acciocchè ne desse alle orazioni di tutti i santi, sopra l’altar d’oro, che era davanti al trono.” La parola in Greco ha questo senso: affinché Egli aggiungesse preghiere alle preghiere dei santi. È  come se la preghiera di Cristo e quella del credente siano tutt’uno. In Isaia 56:7 Dio promette “io li condurrò al monte della mia santità, e li rallegrerò nella mia Casa d’orazione.” Le nostre preghiere sono come tante lettere cifrate che non significano nulla finché l’intercessione di Cristo non è aggiunta ad esse. Senza non possono essere accettate.

3. Finché non siamo in uno stato di amicizia e riconciliazione, noi non abbiamo l’assistenza dello Spirito di Dio ad aiutarci; e se non abbiamo l’assistenza dello Spirito, non troveremo mai accoglienza presso di Lui. Tutte le richieste che non sono dettate dallo Spirito non sono che respiri della carne, per cui Dio non ha riguardo. Ora, finché non siamo riconciliati con Dio, noi non abbiamo lo Spirito. Galati 4:6: “E poiché voi siete figliuoli, Iddio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo ne’ cuori vostri, che grida: Abba, Padre.” Dunque, finché non siete figli, non potete avere lo Spirito.

Questo è quanto per le ragioni. Giungo ora all’applicazione.

L’applicazione

1. Se questo è così, che un uomo deve trovarsi in uno stato di amicizia prima che le sue preghiere possano essere accolte, allora imparate che tutto ciò che fate prima di quello stato è odioso a Dio. Non solo le vostre azioni peccaminose, ma anche le vostre azioni civili, quelle naturali e perfino quelle religiose. Non che lo siano in sé stesse, o riguardo a Dio, ma riguardo a chi le compie. Salmo 109:7: “La sua preghiera gli torni in peccato.” Fate una preghiera contro il peccato; Dio muterà le vostre preghiere in peccato. Molte preghiere non possono trasformare un solo peccato in una grazia, ma un solo peccato continuato volontariamente e risolutamente può trasformare tutte le tue preghiere in peccato. Proverbi 21:27: “Il sacrificio degli empi è cosa abominevole; Quanto più se l’offeriscono con scelleratezza!

Un corpo malato trasforma il cibo in umori corrotti, mentre il corpo sano lo trasforma in nutrimento. Ho letto di una pietra preziosa che aveva virtù eccellenti, ma perdeva tutta la sua efficacia se posta nella bocca di un uomo morto. La preghiera è un’ordinanza di grande eccellenza, di grande efficacia, ma se è nella bocca di un uomo morto, se viene dal cuore di uno che è morto nei falli e nei peccati, essa perde tutte le sue virtù. L’acqua che è pura nella fontana diviene contaminata nel canale.

2. Questa dottrina demolisce un pilastro principale della religione Romana, la giustificazione per opere. Se Dio accetta la persona prima di accettare le opere, in che modo può qualcuno essere giustificato per le opere? Finché la tua persona non è giustificata, se non sei riconciliato, le tue opere sono opere malvagie, e possono le opere malvagie giustificare? Le buone opere non rendono buono l’uomo, ma un uomo buono rende un’opera buona. E un’opera che un uomo ha reso buona potrà tornare indietro e rendere buono quell’uomo? Se anche non avessimo nessun’altra ragione contro la giustificazione per opere (come ha detto William Perkins), questa sola sarebbe sufficiente.

3. Fate che questo vi insegni non solo a badare alla qualità e alla disposizione del vostro cuore nella preghiera, ma anche ad investigare su cosa sei tu che preghi. È nostro dovere, ed è una cosa buona, guardare alla qualità del cuore di chi prega, per poter guardare alla qualità del dovere compiuto. Ma l’opera principale è di badare alla qualità della persona, e vedere se sei in uno stato di favore e riconciliazione con Dio. Infatti se la persona non è in favore di Dio, potete star sicuri che le vostre richieste non saranno ascoltate né accolte; ma Dio le considera come sospiri corrotti del vostro cuore pieno  di peccato e corruzione. Dove quindi valutare, nell’esercizio di questo dovere, se potete andare a Dio in preghiera come ad un Padre.

Vi sono molti che badano alla qualità dell’opera dovuta, ma pochi badano alla qualità della persona per vedere se sono giustificati o meno, se Dio è loro Amico oppure no. Ma noi dovremmo badare principalmente a questo, perché se anche il tuo cuore non fosse mai stato così ben disposto, ma la tua persona non è giustificata, la tua preghiera non può essere accolta. Dio non si cura della retorica delle preghiere (di quanto siano eloquenti), né dell’aritmetica delle preghiere (del loro numero), né della loro logica (di quanto siano razionali e metodiche), né della loro musicalità (di quale armonia e melodia abbiano le tue parole); ma Dio guarda alla pietà delle preghiere, che proviene dalla qualità della persona, da una persona giustificata e in una maniera santificata. È bene chiedersi, “Il mio cuore è retto? Le mia mente è calma? Le mie emozioni sono amplificate e accese nella preghiera?” Piuttosto, chiedetevi prima di tutto, “La mia persona è gradita a Dio?”

4. Lasciatemi dire una parola di precauzione a questo punto. Fate attenzione a non fraintendere questa dottrina. Che nessuno pensi che, poiché Dio non accetta alcuna preghiera finché la persona non è giustificata, allora gli uomini empi sono dispensati dalla preghiera. Perché sebbene Dio non accetti la preghiera di ogni uomo, tuttavia ogni uomo nel mondo dovrebbe pregare, e per queste ragioni:

1) Essi devono pregare come creature che si trovano nel bisogno del loro Creatore. I corvi gridano e Dio li nutre.

2) Il Signore incolpa gli uomini malvagi perché non Lo pregano. Geremia 10:25: “Spandi la tua ira sopra le genti che non ti conoscono, e sopra le nazioni che non invocano il tuo Nome;” Romani 3:11 “Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Iddio.

3) La preghiera è comandata, Atti 8:22-23, Pietro disse a Simon Mago, “Ravvediti adunque di questa tua malvagità; e prega Iddio, se forse ti sarà rimesso il pensier del tuo cuore. Perciocchè io ti veggo essere in fiele d’amaritudine, e in legami d’iniquità.

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Christopher Love (1618 – 22 Agosto 1651), fu un predicatore Protestante gallese e sostenitore del presbiterianesimo durante il periodo della guerra civile Inglese. Nel 1651 fu condannato a morte dal governo, dopo che si scoprì che aveva tenuto una corrispondenza con la corte Stuart in esilio. Andò al patibolo come eroe e martire della fazione Presbiteriana che aveva invano supplicato che fosse graziato.

Immagine di copertina: Gerrit Dou, La preghiera della filatrice, circa 1640.

Traduzione di Andrea Suraci, 2010.

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